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Polonia, blitz contro sospetta rete di spionaggio legata a Huawei

(reuters) BERLINO - Blitz del servizio di sicurezza interno polacco contro una sospetta rete di spionaggio cinese legata al colosso delle telecomunicazioni di Shenzhen, Huawei. Come fonti ufficiali hanno annunciato, agenti speciali della ABW, l'intelligence interno, hanno arrestato un uomo d'affari cinese e un cittadino polacco. L'azione è scattata dopo mesi di indagini riservate, sullo sfondo dell'allarme e di forti sospetti diffusi in tutta l'Unione europea, negli Usa e in Canada per il probabile legame tra Huawei e l'intelligence di Pechino.

In particolare, in diversi paesi membri della Ue a cominciare dalla Francia, grandi aziende delle telecomunicazioni (come Orange) hanno sospeso la loro collaborazione con Huawei nel quadro della costruzione a livello nazionale ed europeo della nuova rete di tlc della quinta generazione, il 5G. Anche in Polonia la 5G è in avanzata fase di progetto, e le autorità temono appunto che costruirla insieme al colosso cinese apra le porte allo spionaggio di informazioni sensibili e segreti di Stato e dell'Alleanza atlantica.

L'arresto delle due sospette spie - di cui vengono indicati solo in parte i nomi: Weijing W. E Piotr D. - è stato annunciato dal coordinatore die servizi segreti polacchi, Maciej Wasik, in dichiarazioni all'agenzia di stampa Pap. Il cinese arrestato sarebbe un facoltoso uomo d'affari e lavorerebbe ad alto livello per la filiale di Huawei nel più importante paese orientale membro di Ue e Nato. Il polacco invece ha ricoperto diversi incarichi pubblici e sarebbe consigliere di Orange Polska, la controllata locale del gruppo di telefonia francese, che al contrario della casa madre lavora ancora con Huawei.

Gli agenti speciali della ABW, sempre secondo i media polacchi, hanno anche compiuto perquisizioni non preannunciate negli uffici locali di Huawei e in quelli di Orange Polska, cercando soprattutto informazioni su tutti i dipendenti delle due aziende che abbiano incarichi di alto livello e strettamente legati a uso e vendita della tecnologia. Lo scandalo del sospetto di spionaggio di Huawei è nato con l'arresto in Canada, all'inizio di dicembre, di Meng Wanzhou, direttrice finanziaria del colosso e figlia del numero uno. La Cina ha subito smentito tutto parlando di "azioni a tradimento e provocazioni mosse da idee suprematiste bianche contro il nostro popolo", e in ritorsione ha arrestato alcuni cittadini canadesi accusandoli a sua volta di spionaggio. Molti tra i principali servizi segreti di diversi Paesi sospettano di Huawei e indagano sul suo conto a ritmo serrato.

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Mario Calabresi Sostieni il giornalismo Abbonati a Repubblica

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© Riproduzione riservata 11 gennaio 2019

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